lunedì 29 febbraio 2016

|Recensione| The Hateful Eight di Quentin Tarantino


Perchè ho dubitato?
Fin dalle prime notizie sul nuovo film di Quentin Tarantino, ero scettico, anzi più che altro scocciato.
"Una altro western? Ma ha appena fatto Django!" Era il mio pensiero.
Nella sua carriera ha brillato inizialmente con il gangster movie, ma dopo i primi 3 film capolavori, credevo che voleva dedicarne uno per ogni genere cinematografico. 



E infatti con Kill Bill mescolava l'azione con gli anime, il kung fu e tutto ciò che aveva visto nei film giapponesi, mentre con Death Proof, in occasione del tributo alle Grindhouse con l'amico Rodruiguez, omaggiava il road movie, fondendolo con gli elementi dello slasher (per lui, Stuntman Mike, è fondamentalmente un serial killer, che al posto del coltello usa un automobile per le sue vittime), passando poi per Bastardi senza gloria, che fonda le sue basi essenzialmente sul war movie, omaggiando (solo) nel titolo il classico del nostro Enzo Castellari.  
E arriviamo a Django, dove Jamie Foxx in quasi 3 ore deve vendicarsi e incazzarsi di brutto per salvare la sua bella, affrontando un bravissimo Leonardo DiCaprio (avete visto? ce l'ha fatta con l'oscar! Avrà finito l'internet di prenderlo in giro?) e il solito sboccatissimo Samuel L. Jackson.
E quindi, arrivando a oggi. Era necessario un altro western?  
Ammetto che avevo raggiunto quasi il sollievo, quando la sceneggiatura era stata sputtanata su internet e il buon Quentin disse che non avrebbe fatto più il film.

RIFLESSIONI:

Il mio pensiero era rivolto ad altri generi, chessò, magari un film di fantascienza, ma non quella millionaria, che tanto Tarantino non oserebbe mai usare la Computer Graphic, ma quanto meno un film post apocalittico, come i nostri italianissimi cloni di Fuga da New York e Mad Max. Un occasione simile sarebbe fantastica, lo immaginate ? Altrimenti potrebbe buttarsi su un altro sottogenere dell'horror, non dico il cannibal movie, che ormai l'ha giocato Eli Roth con il suo Green Inferno, ma potrebbe scegliere veramente qualunque cosa. E alla fine potrebbe semplicemente essere sè stesso, e mescolare di tutto come ha sempre fatto.
E invece no. Passata l'incazzatura, ha deciso comunque di ritornare su The Hateful Eight.
C'è chi l'ha visto a Roma un mese prima, nel "glorioso" formato per cui è stato pensato, il 70mm, che richiede uno schermo così grande, che in italia ci sono solo 3 sale per vederlo: Roma, Bologna e Milano.



Il punto è che a Roma sono venuti in persona Quentin Tarantino, Ennio Morricone, Michael Madsen e Kurt Russell.
Per circa mezzo secondo c'era il pensiero, di afferrare un pennarello, il giubbetto portafortuna, qualche copertina dvd, e prendere il primo treno per avventurarsi a Cinecittà con la bava alla bocca, per importunarli supplicando un autografo-foto, in particolare a Tarantino e a Kurt Russell, ma poi torno con i piedi per terra, e vedo che è un anteprima per la stampa, e i comuni mortali non possono accedere alla sala per ascoltare le loro interviste,e allora al diavolo... inoltre era un giovedi, mi sembra... praticamente non era un evento pensato per chi lavora regolarmente 8-9 ore da lunedì a venerdì e non vive a Roma o dintorni. La solita storia,insomma.



Poi arrivano su internet le prime recensioni, pubblico diviso a metà. Capolavoro/schifezza, avvincente/noioso, il migliore/peggiore di QT. L'entusiasmo non cresce, anzi sono ancora più confuso e deciso a boicottare la sala e aspettare di vederlo a casa sul divano in bluray. Per la cronaca, il film è da dicembre 2015 che è disponibile su internet in inglese, ma non avrei mai avuto il coraggio di vedermelo in quel modo.
E infine, ecco, nella prima settimana della sua uscita (4 Febbraio), evito il primo venerdì, il sabato seguente, ma la domenica mattina mi sono trovato con Pamela dalle parti della zona industriale, con il solito UCI cinema da 10 sale che stranamente era aperto anche di mattina e da qui il dialogo:
Pam:"Andiamo a vedere l'ultimo di Tarantino?"
Luca:"Ma è un altro western...a me non piace granchè il genere, a te ancor meno..."
Pam:"E allora che facciamo?"
Luca:"Bhò...e poi saranno 3 ore, reggeremo?"
Pam:"Dai, giusto per passare il tempo, tanto non abbiamo nulla da fare, ci sono piaciuti tutti i film di Tarantino, quanto sarà terribile questo?"



E siamo andati. La tizia in biglietteria credo che abbia sbagliato qualcosa, e invece di 8,50€ ci fa pagare 5€ a testa, come se avessimo la tessera, cosa che non abbiamo. E già siamo contenti. La sala è pressochè vuota. Tipo eravamo in 8 (appunto). E poi inizia il film. In mezzo al silenzio, e con la sala avvolta nelle tenebre, le note di Ennio Morricone iniziano a martellarci il cervello.

TRAMA E RECENSIONE
Il film è un capolavoro, su questo sono irremovibile. Fin dalle prime inquadrature, ero già mezzo convinto di questa cosa. La musica pessimistica/inquietante di Morricone in sottofondo ad una statua di Cristo avvolta nella neve è un immagine che difficilmente ci dimentichiamo. Ed è solo l'inizio del film.



Nella trama, come già saprete, abbiamo il buon Kurt Russell (il Carpenteriano Snake Plissken) nei panni del "boia", che stà scortando la sua prigioniera fino alla forca. Sulla sua strada incontra prima un altro cacciatore di taglie, il mitico Samuel L. Jackson, e poi il nuovo sceriffo (Walter Goggins, visto su La casa dei 1000 corpi e Predators). Qui i 4 devono fermarsi nello chalet di Molly, una locanda che farà da avamposto per qualche giorno, in attesa che passi la bufera. All'interno troveranno altri 4 personaggi, tra cui i soliti attori feticci di Tarantino, come Michael Madsen e Tim Roth.
Non svelo di più per chi volesse goderselo fino in fondo, come d'altronde si dovrebbe fare con ogni film, ma vi dico solo che tra gli 8 qualcuno non è chi dice di essere.


E per ovvi motivo molti hanno tirato fuori il paragone con La Cosa di John Carpenter, per via di almeno 3 situazioni ricorrenti, come la paranoia tra un gruppo quasi totalmente composto da uomini che non si fidano tra di loro, un luogo chiuso con una bufera di neve all'esterno, e le musiche di Morricone in sottofondo.
Ed è vero, è impossibile non pensare alla pellicola di Carpenter in più occasioni, specie quando la musica del menu del dvd di quest'ultimo, striscia fuori nel momento più carico di tensione. Ma non solo, le nostre orecchie hanno riconosciuto le tracce più disperate, come la musica dell'Esorcista 2 (il tema di Regan, per la precisione, sempre composta da Morricone), nel momento in cui i cavalli arrivano davanti alla locanda, o ancora il tema dell'Ultima Casa a Sinistra (composto da David Hess), sparato in un flashback che non vi rivelo, e che si conclude allo stesso modo come nel film di Craven, ovvero interrotto con un colpo d'arma da fuoco. E poi lo splatter, gente. Non è che il film sia un horror, ma quando deve mostrare il sangue, diventa un orgia di frattaglie e liquami come nel più glorioso splatter movie uscito dagli anni '80.
Mettiamoci qualche nota umoristica che non guasta mai, come quella dannata porta che non si chiude mai, o le smorfie della bravissima Jennifer Jason Leigh (la prigioniera) e avremo un film che contiene abbastanza elementi per accontentare anche il più incazzareccio degli spettatori, come me.



C'è la tensione, in certi momenti quasi straziante, c'è la violenza, ci sono cose inaspettate, qualche piccola parte inaspettata (Zoe Bell, Channing Tatum), cervelli che schizzano, omaggi un pò a tutto (lo chalet alla fine sembra il set del secondo Evil Dead, botola compresa), e in generale le prove di 8 attori bravissimi, con Kurt Russell, la Leigh e Sam Jackson in testa.
Note negative? Possono esserci, certo. Non ho apprezzato un granchè il personaggio di Tim Roth, così come ho trovato irritante il doppiaggio dello sceriffo di Walter Goggins. Però una cosa è certa: 3 ore sono volate, e ne volevo di più.
Pertanto uscito dalla sala, il mio pensiero è stato: "Perchè ho dubitato?"

CONCLUSIONE:

Quentin Tarantino si conferma come un mostro che mangia cinema e caga cinema. Come gestisce lui un film, non c'è nessuno. Voleva fare 10 piccoli indiani di Agatha Christie e fonderlo in una situazione western, ma è quasi venuto fuori un horror. Intanto Morricone si porta a casa un oscar per la colonna sonora, ma il buon Quentin, nonostante il casino per aver fatto uscire il suo film (in america) sotto Natale sfidando il mostro Star Wars, ormai sotto catalogo Disney, dimostra di esserne uscito a testa alta, con un film raffinato e selvaggio, teso e crudo, divertente e spettacolare. Come sempre senza CG, senza chissà quale budget, senza aver studiato in chissà quali scuole. Eppure The Hateful Eight sono 3 ore di puro cinema, che va oltre il normale intrattenimento- di quello che ti scordi subito, no, è un film che nei giorni successivi ti ripassi nella testa, canticchiandoti le musiche, sotto quell'immagine del Cristo innevato, i cavalli in slow-motion, e i cervelli che schizzano per tutto lo chalet. VOTO: 4,5/5



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